martedì 5 febbraio 2013

Grillini da Prima Repubblica


"Con le nomine di Rapahel Rossi e Lorenzo Bagnacani avremo un'ENIA davvero a 5 stelle"

Questo il commento di Tommaso Lombardini, coordinatore provinciale di FLI e candidato alla Camera dei Deputati.

"E' interessante notare come, nella scelta degli uomini, i grillini si dimostrino enormemente simili ai partiti che si impegnano ad abbattere".

"Colpisce il nome di Baganacani, ultra sostenitore del porta a porta ai tempi di Pinuccia Montanari, nonché AD di Greenvision ambiente photo-solar, società appartenente al 100% a Greenvision Ambiente".

Precisa Lombardini: "Con il 51%, Greenvision, del cui CDA fa parte Walter Ganapini, è azionista di maggioranza di Ladurner Umwelt - Ambiente, a sua volta proprietaria al 100% di Idecom, la società che si occupò del costosissimo, e giustamente contestato, progetto di porta a porta, poi realizzato proprio da ENIA (oggi Iren)".

Il timore, secondo Lombardini, è che: "i grillini stiano ricostituendo il gruppo che aveva spalleggiato l'assai poco rimpianto assessore Pinuccia Montanari, che aveva imposto al comune di Reggio politiche ambientali assolutamente ideologiche e non tollerate dalla cittadinanza. Non vorrei", prosegue Lombardini, "che anche IREN venisse travolta da un'impostazione ideologica e chiusa a qualsiasi dialogo"-

Tutto questo: "nel silenzio connivente della politica, che non si rende conto di essere stata battuta, sul suo stesso terreno, proprio da quei grillini, che si autoproclamano innovatori ma che poi, alla prova dei fatti, si comportano esattamente come quelli che massacrano ogni giorno".

lunedì 4 febbraio 2013

La destra ed il mito della comunità

Siamo in campagna elettorale, ma sinceramente non ho voglia di parlarne, almeno non direttamente.
Fra i vari motivi della frammentazione della destra italiana, ne ho individuato uno molto particolare, probabilmente sconosciuto ai più, ma tuttavia illuminante: il mito della comunità.
Cosa sia una comunità è chiaro più o meno a tutti, ma quando si tratta di politica la questione diventa estremamente intrigante, e terribilmente seria.
La comunità è un rifugio per persone che condividono gli stessi ideali, una corazza contro le ingiustizie del mondo, un luogo di riposo e conforto, dove è sempre possibile trovare qualcuno che possa ascoltare, capire e proteggere.
La comunità diviene la fortezza di chi si batte contro il materialismo imperante e lotta per i propri ideali, è al contempo barriera frangiflutti e porto sicuro.
I legami che si stringono fra le persone che appartengono alla comunità vanno oltre l'amicizia, perché ciò che unisce non è il rapporto personale, ma il perseguimento di fini comuni.
Tutto questo, e molto altro, è la comunità.
Idealizzata, mitizzata, cantata, difesa e protetta.
Io stesso ne ho fatto parte, e sono stati anni felici.
Anni di lotte combattute pur nella certezza che la vittoria era quasi impossibile.
Anni di sogni, di speranze disilluse, di serate indimenticabili trascorse ad immaginare un mondo nuovo, un'Italia diversa, un'Europa dei popoli e delle nazioni.
Anni di goliardate, di sbronze memorabili, di commozione e fratellanza.
Anni in cui andavamo in piazza senza sapere se ce ne saremmo andati esattamente come eravamo arrivati.
Anni meravigliosi, indimenticabili.
Ma tutto quello che abbiamo fatto non ha cambiato in meglio la nostra Patria, e nemmeno la nostra città.
Non siamo stati in grado di andare oltre la comunità, di comprendere che gli ideali per i quali ci siamo sempre battuti sono più grandi di noi, della nostra comunità, per l'appunto.
Se si ama realmente l'Italia, si devono fare proposte che la possano rendere davvero la nazione che abbiamo sempre sognato, anche se ciò significa entrare in collisione con la comunità.
Per rendere grande il nostro paese, è necessario che al nostro fianco marcino persone che possano aiutarci concretamente nel raggiungere questo obbiettivo, e non importa se non fanno parte della comunità, se non hanno mai attaccato un manifesto, allestito un banchetto o distribuito un volantino.
Amare l'Italia significa cercare compagni di viaggio che condividano questo ideale, a prescindere dalla simpatia che possiamo nutrire per loro.
Una comunità può essere una risorsa straordinaria, ma quando diviene autoreferenziale - cosa che di solito accade senza che nessuno se ne accorga - può invece diventare un freno a nuove proposte ed al cambiamento; chi ne fa parte, in assoluta buona fede, si rivolge solo all'interno, dimenticandosi che per mutare la società non ci si può nutrire solo di ideali, splendidi ma che non riescono ad incidere sulla realtà.
Aveva ragione Rino Formica quando diceva che la politica è "sangue e merda" (e qualcuno aggiunse: "buttata nel ventilatore"): la poesia è bella, ma i cambiamenti si fanno in prosa (preferisco il "Cinque Maggio" ai "Promessi Sposi", ma l'italiano - inteso come lingua - deve più al romanzo che all'ode).
Se abbiamo valori saldi non dobbiamo temere di affrontare il mare aperto, perché dobbiamo sempre ricordarci che l'obbiettivo da raggiungere è l'approdo della nostra imbarcazione, mentre troppe volte abbiamo creduto che il viaggio fosse più importante della destinazione.

giovedì 10 novembre 2011

8.11.2011

Evidentemente novembre è il mese del destino...
Il 2.11.2005 mi sono laureato, l'8.11.2011 sono diventato avvocato (con qualche anno di ritardo sulla tabella di marcia, ma ci possiamo accontentare...).
A novembre se ne sono andate persone che avrei voluto dividessero con me questa gioia, ma spero che da lassù possano essere soddisfatte...!

sabato 15 ottobre 2011

Berlusconi al capolinea

Dall'ufficio stampa di FLI Reggio Emilia. "Ogni giorno in più di Berlusconi al Governo rappresenta un danno irreparabile per l'Italia". Questo il duro commento del coordinatore provinciale di FLI, Tommaso Lombardini, in seguito all'ultimo voto di fiducia ottenuto dal governo Berlusconi. "Visto che Berlusconi non vuole arrendersi all'evidenza, mi auguravo che il segretario del PDL potesse riportarlo a più miti consigli, invece Alfano, nella miglior tradizione cortigiana, non ha mosso un dito in questo senso ed, anzi, ha ribadito l'insostituibilità del premier." Lombardini è deluso da Alfano: "Avrebbe le credenziali per guidare un rinnovamento nel PDL, ma non riesce ad elaborare il concetto che un "no" detto a Silvio Berlusconi non rappresenta alto tradimento". Futuro e libertà, ormai da mesi, aveva messo in guardia la maggioranza, sempre più esigua, di governo: "Se Berlusconi ci avesse ascoltato, oggi l'Italia non sarebbe appesa ai mutevoli umori della Lega, dei responsabili, e di tutti quei parlamentari che, per garantire un solo voto, possono tenere in ostaggio un intero esecutivo". Secondo Lombardini, non può essere credibile nella guida del paese chiedendo nuovi sacrifici chi, fino ad un anno fa, negava l'esistenza stessa della crisi: "Per Berlusconi la crisi esisteva solo nei giornali di sinistra, e comunque era già stata superata: oggi le imprese ed i cittadini chiedono risposte dalla politica, ma in parlamento si discute di intercettazioni e di processo lungo (o breve, a seconda delle necessità)". Secondo Lombardini l'unica strada per uscire dall'impasse è quella delle dimissioni di Berlusconi e del voto in tempi rapidi: "Solo nuove elezioni, magari con un diverso sistema elettorale, possono smuovere questa situazione stagnante".

mercoledì 22 giugno 2011

Landi ha ragione, comune e provincia devono far squadra con i privati.

Dall'ufficio stampa di FLI Reggio Emilia.

"La realizzazione della stazione mediopadana rappresenta una straordinaria opportunità per Reggio Emilia che avrà, finalmente, l'occasione di essere conosciuta per meriti propri e di non essere più individuata come la città fra Parma e Modena".

Queste le impressioni di Tommaso Lombardini, capogruppo di FLI a Palazzo Allende, sull'intervento del presidente degli industriali Stefano Landi.

"Il presidente ha correttamente parlato di gioco di squadra, invitando gli enti locali a fare sistema ed a concorrere per la realizzazione di obbiettivi tanto ambiziosi quanto necessari, in ciò richiamando la relazione del suo predecessore Borghi, che usò parole simili pochi anni fa. Parole - rimarca Lombardini - che non hanno trovato seguito nel comportamento di comune e provincia".

Secondo Lombardini, occorre che comune e provincia abbiano una visione strategica della città: "non è pensabile, in un mondo globalizzato, fermarsi ai singoli progetti senza armonizzarli in una visione d'insieme: l'area nord della città deve essere valutata come risorsa per tutto il territorio, anche extraprovinciale, altrimenti il rischio è quello di trasformare la costruzione della stazione TAV nell'ennesima cattedrale nel deserto, alla faccia del marketing territoriale o della tanto decantata bella provincia".

A parere di Lombardini, "l'istituzione di una Fondazione per l'innovazione mi sembra un'ottima idea ma, anche in questo caso, è fondamentale il coinvolgimento degli enti locali, che non possono limitarsi a fare da spettatori, ma devono necessariamente giocare un ruolo da protagonista. E' facile - prosegue Lombardini - lodare le proposta altrui ed aderirvi solo all'ultimo momento, dopo averne verificato il successo, magari assumendosi impropriamente anche dei meriti".

"L'auspicio - conclude Lombardini - è che la presidente Masini non si sottragga, come suo solito, al dibattito in consiglio provinciale, come avvenuto sulla stazione dell'Alta velocità, ma che si confronti con maggioranza ed opposizione per garantire un rilancio ad un territorio che, se non è stato abbattuto dalla crisi, è tuttavia stato profondamente scosso dalla stessa".

giovedì 19 maggio 2011

Approvata la mozione del FLI sull'eliminazione delle tubature in amianto

L'approvazione dell'ordine del giorno del FLI sulla progressiva eliminazione delle tubature in cemento amianto è un ottimo segnale per la comunità reggiana.
In questo modo, la provincia ha messo nero su bianco l'impegno concreto di vigilare ed incentivare le procedure di rimozione delle suddette tubature, a garanzia della salute pubblica.
Registro con soddisfazione che il mio documento è stato sottoscritto da tutti i gruppi consiliari, ad eccezione di quello di Rifondazione Comunista, che ha preferito utilizzare un importante momento di unità di intenti per pubblicizzare la propria posizione sull'imminente referendum sull'acqua pubblica.
Un peccato, perché un voto all'unanimità avrebbe dato ancora più sostanza ad una battaglia di civiltà.
Non male per un partito fantasma!

Ecco il testo dell'ordine del giorno:

ORDINE DEL GIORNO
Il Consiglio provinciale di Reggio Emilia
considerato
che da anni è nota l'estrema pericolosità delle fibre e delle polveri d'amianto;
che, fino agli inzi degli anni '90, le tubature dell'acqua sono state realizzate prevalentemnte in cemento/amianto;
che la norma di riferimento per l´amianto, DM 14.5.96 all'Allegato 3, pur rimandando a quanto riferito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), cioè che "non esiste alcuna prova seria che l'ingestione di amianto sia pericolosa per la salute, non è stato ritenuto utile, pertanto, stabilire un valore guida fondato su considerazioni di natura sanitaria, per la presenza di questa sostanza nell´acqua potabile", pone l´attenzione sul possibile rilascio di fibre da tubazioni o serbatoi in C/A, soprattutto in relazione alla aggressività delle acque (parametro quest´ultimo già considerato nella precedente circolare ministeriale n. 42 del 1986);
che il citato DM citato richiama l´attenzione delle competenti amministrazioni ad un controllo dello stato di conservazione delle reti nonché ad una rapida e progressiva sostituzione di tubazioni e serbatoi in C/A (si veda, a proposito, anche il sito dell'Arpa della regione Emilia Romagna: http://www.arpa.emr.it/pubblicazioni/amianto/generale_1337.asp);
che, in data 7.3.2011, il consiglio comunale di Reggio Emilia ha approvato, all'unanimità, una mozione avente ad oggetto la verifica di presenza di amianto nelle acque potabili ed il conseguente impegno, a partire dal 2012 e con un piano pluriennale, alla sostituzione di tutte le condutture dell’acqua domestica, costruite in cemento amianto, presenti nel comune di Reggio;
ritenuto
necessario che su una questione così delicata vi sia, da parte delle amministrazioni pubbliche e di IREN, gestore della rete idrica, una chiarezza assoluta,
tutto ciò premesso,
impegna la Giunta
ad attivarsi nei confronti delle amministrazioni comunali reggiane, affinché, tramite IREN, eseguano un monitoraggio delle proprie reti idriche, verificando la presenza di amianto nelle acque potabili e, conformemente a quanto già previsto per il comune capolugo, istituiscano un piano pluriennale finalizzato alla sostituzione di tutte le condutture dell'acqua domestica, costruite in C/A, presenti sul loro territorio.

Reggio Emilia, lì 9.3.2011

Tommaso Lombardini
Futuro e libertà per l'Italia

Replica a Fabio Filippi

La piccata replica di Fabio Filippi mi porta a pensare di aver toccato molti nervi scoperti del consigliere azzurro.
Spieghi piuttosto Filippi perché a Collagna il PDL ha appoggiato un candidato sindaco iscritto al PD.
Spieghi Filippi perché il segretario della Lega Nord dice che Collagna è andata al Partito Democratico.
Spieghi Filippi perché il suo alleato principale, la Lega Nord, tramite Angelo Alessandri ha definito il PDL "un peso morto".
Spieghi Filippi perché a Castellarano il PDL e la Lega hanno ottenuto poco più della metà dei voti conseguiti un anno fa alle elezioni regionali.
Spieghi Filippi perché a Casina il PDL scompare ogni volta che si presenta alle elezioni amministrative.
Spieghi Filippi perché, mentre cala il consenso del suo partito, le sue preferenze aumentano in modo inversamente proporzionale.
Sappia l'Ingegner Filippi che io siedo in consiglio provinciale per quelle famose quote stabilite al momento della fusione di AN e di Forza Italia, per cui il mio posto lo devo ad AN, e cioè a Fini, non alla grazia divina.
Sappia l'ingegnere Filippi che, fin tanto che ho fatto parte del PDL, ho curato gli interessi esclusivi del partito, anteponendoli sempre a quelli personali.
Sappia l'ingegnere Filippi che il sottoscritto con la sinistra si è sempre confrontato e battuto, con durezza e con lealtà, rischiando anche fisicamente nelle piazze, ma sempre nel rispetto dell'avversario, senza mai scendere a compromessi.
Sappia l'ingegnere Filippi che io non do lezioni di anticomunismo, semmai è proprio lui a volersi ergere paladino di un antivalore, salvo poi non combattere proprio in casa sua, come è avvenuto a Casina.
Sappia l'ingegnere Filippi che a Castellarano il FLI è stato determinante per il conseguimento di un buon risultato, il suo candidato è stato il più votato con oltre 100 preferenze su 539 voti (e qui non era possibile il voto disgiunto...) e se non siamo entrati in consiglio comunale lo si deve ad una manciata di voti (31, per la precisione).
Caro Filippi, lei può offendere fin che vuole, ha ben imparato dal suo capo a non distinguere la critica politica da quella personale: io mi limito a fare considerazioni di carattere generale, lei preferisce l'insulto e la derisione.
Ad ognuno il suo stile.